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"Musica
futurista e Futurismo in
musica" è il
titolo della conferenza
che si terrà mercoledì
25 marzo 2009 alle ore 18.00
alla Fondazione Adolfo Pini
(c.so Garibaldi 2, Milano),
per il ciclo "'900
CONVERSAZIONI E STORIE SU
MILANO tra Fin de Siècle
e Futurismo", promosso
dalla Fondazione Adolfo
Pini, con il Patrocinio
del Comune di Milano - Cultura.
La conferenza, tenuta da
Luca Berni, Storico della
Musica, vedrà
l'alternarsi di momenti
di spiegazione e di ascolto,
tra cui quello dedicato
al "Bombardamento
di Adrianopoli",
dal poema parolibero "Zang
Tumb Tumb" (1914),
in una lettura di Filippo
Tommaso Marinetti del
1935, esempio di declamazione
futurista delle parole in
libertà.
La
musica futurista nacque
per opera di artisti animati
dal desiderio di rinnovare
radicalmente il linguaggio
musicale tradizionale, in
nome di una libertà
assoluta, stanchi degli
insegnamenti accademici
e conservatori.
Nell'ambito di un excursus
sui compositori futuristi,
Luca Berni prenderà
in esame le due figure di
spicco della musica futurista,
Francesco Balilla Pratella
(1880-1955), autore de "Il
Manifesto dei Musicisti
futuristi" (1910) e
del "Manifesto tecnico
della musica futurista"
(1911) e il compositore
e pittore Luigi Russolo
(1885-1947), che espresse
la sua innovativa concezione
della musica ne "L'Arte
dei rumori" (1913),
vero e proprio manifesto
rivelatore delle poetiche
musicali dei futuristi.
Sulla base del principio
che la musica doveva essere
fatta prevalentemente di
"rumori", rumori
della vita quotidiana (ululati,
rombi, stropiccii, gorgoglii,
ronzii), non di suoni armonici,
Luigi Russolo inventò
nel 1913, insieme al fratello
Antonio e a Ugo Piatti,
gli "intonarumori",
apparecchi-strumenti per
riprodurre e simulare i
più diversi generi
di rumori. Spettacolari
macchine sonore, che Russolo
portò in scena dirigendo
il primo 'Gran Concerto
Futurista per intonarumori'
al Teatro Dal Verme di Milano
il 21 aprile del 1914, gli
intonarumori confluirono
più tardi in unico
strumento a tastiera, il
"russolofono",
messo a punto dall'autore
tra il 1923 e il '27.
Accanto
all'ascolto di alcune registrazioni
di sonorità prodotte
dagli intonarumori, a testimonianza
dell'applicazione delle
teorie futuriste alla musica,
sarà proposto l'ascolto
dei brani di Darius Milhaud,
"Machines agricoles"
(1919), di Alexander
Mossolov, "Fonderia
di acciaio" (1926)
e di Arthur Honegger
"Pacific 2.3.1"
(1923), autori che considerarono
con particolare attenzione
il lavoro di Luigi Russolo,
così come fece il
compositore Maurice Ravel,
del quale verranno messi
in luce gli aspetti più
"futuristi", come
la passione per le macchine,
gli automi e i panorami
industriali.
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