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21 gennaio - 17 giugno 2009
ore 18.00
Fondazione Adolfo Pini
Corso Garibaldi, 2 - Milano
Ciclo di conferenze
'900
CONVERSAZIONI E STORIE SU MILANO
tra Fin de Siècle e Futurismo
 
INGRESSO LIBERO
(FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI)

Per informazioni: tel. 02 874502 - 02 8052211
Iscrizioni e programma completo delle conferenze sul sito www.fondazionepini.it
 
Mercoledì 25 marzo 2009 - ore 18.00

Musica futurista
e Futurismo in musica

relatore
Luca Berni, Storico della Musica


nel corso della conferenza
'parole in libertà' declamate dalla voce originale di Filippo Tommaso Marinetti
(registrazione del 1935 di una lettura del Bombardamento di Adrianopoli,
dal poema parolibero "Zang Tumb Tumb", 1914)

"Musica futurista e Futurismo in musica" è il titolo della conferenza che si terrà mercoledì 25 marzo 2009 alle ore 18.00 alla Fondazione Adolfo Pini (c.so Garibaldi 2, Milano), per il ciclo "'900 CONVERSAZIONI E STORIE SU MILANO tra Fin de Siècle e Futurismo", promosso dalla Fondazione Adolfo Pini, con il Patrocinio del Comune di Milano - Cultura.
La conferenza, tenuta da Luca Berni, Storico della Musica, vedrà l'alternarsi di momenti di spiegazione e di ascolto, tra cui quello dedicato al "Bombardamento di Adrianopoli", dal poema parolibero "Zang Tumb Tumb" (1914), in una lettura di Filippo Tommaso Marinetti del 1935, esempio di declamazione futurista delle parole in libertà.

La musica futurista nacque per opera di artisti animati dal desiderio di rinnovare radicalmente il linguaggio musicale tradizionale, in nome di una libertà assoluta, stanchi degli insegnamenti accademici e conservatori.
Nell'ambito di un excursus sui compositori futuristi, Luca Berni prenderà in esame le due figure di spicco della musica futurista, Francesco Balilla Pratella (1880-1955), autore de "Il Manifesto dei Musicisti futuristi" (1910) e del "Manifesto tecnico della musica futurista" (1911) e il compositore e pittore Luigi Russolo (1885-1947), che espresse la sua innovativa concezione della musica ne "L'Arte dei rumori" (1913), vero e proprio manifesto rivelatore delle poetiche musicali dei futuristi. Sulla base del principio che la musica doveva essere fatta prevalentemente di "rumori", rumori della vita quotidiana (ululati, rombi, stropiccii, gorgoglii, ronzii), non di suoni armonici, Luigi Russolo inventò nel 1913, insieme al fratello Antonio e a Ugo Piatti, gli "intonarumori", apparecchi-strumenti per riprodurre e simulare i più diversi generi di rumori. Spettacolari macchine sonore, che Russolo portò in scena dirigendo il primo 'Gran Concerto Futurista per intonarumori' al Teatro Dal Verme di Milano il 21 aprile del 1914, gli intonarumori confluirono più tardi in unico strumento a tastiera, il "russolofono", messo a punto dall'autore tra il 1923 e il '27.

Accanto all'ascolto di alcune registrazioni di sonorità prodotte dagli intonarumori, a testimonianza dell'applicazione delle teorie futuriste alla musica, sarà proposto l'ascolto dei brani di Darius Milhaud, "Machines agricoles" (1919), di Alexander Mossolov, "Fonderia di acciaio" (1926) e di Arthur Honegger "Pacific 2.3.1" (1923), autori che considerarono con particolare attenzione il lavoro di Luigi Russolo, così come fece il compositore Maurice Ravel, del quale verranno messi in luce gli aspetti più "futuristi", come la passione per le macchine, gli automi e i panorami industriali.

 



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